Da:
Guida ai ristoranti e le trattorie del Sud e del Lazio > A Roma > Guida ai ristoranti e le trattorie del Sud e del Lazio
Sacrofano, ristorante ReDesiderio: cucina bio nel Parco di Veio
6 gennaio 2012di Virginia Di Falco
A pochi chilometri a nord di Roma, a Sacrofano, nel cuore del Parco di Vejo c’è un’osteria bio che più bio non si può. Bio qui si riferisce non solo a prodotti naturali, certificati e controllati, ma anche a preparazioni fatte in proprio, come marmellate e confetture, e soprattutto ricerca di olio, salumi e formaggi fatta personalmente presso i singoli produttori, selezione di presidi Slow Food, pane fatto con lievito madre e recupero di antiche farine e sementi. Insomma: nessun prodotto semilavorato, neppure per i dolci. Massima attenzione e rispetto per le ricette tradizionali anche se rilette e aggiornate, a partire dall’alleggerimento dei grassi.
Messa da parte la laurea in economia e commercio Andrea Trenta ha deciso qualche anno fa di dedicarsi alla cucina e alla ricerca di prodotti il più possibile sani, espressione della terra, della natura, a partire proprio dal territorio protetto, di origine vulcanica, del parco regionale di Veio. Il piacere della ricerca è diventato il suo lavoro. Quando può si reca direttamente dai produttori. Il resto del tempo lo passa in cucina, ad ideare un menu che cambia quasi ogni giorno – di sicuro stagionalmente – a seconda dei suoi bottini nel parco, nelle campagne e nelle aziende agricole che frequenta allungandosi anche nelle Marche e in Toscana.
In sala la moglie Renata Ferrandes, a suggerire i piatti, con un servizio informale, quasi casalingo, ma svolto con competenza e passione.
Il ristorante è ricavato nei locali tufacei di un Palazzo del Cinquecento. Ha un arredo minimale e armonioso, tavoli in legno chiaro, sedie bianche, pavimento in cotto, piatti in ceramica decorata.
Punto di forza del menu una ricca selezione di formaggi (la passione di Andrea) e di salumi. Di tutti i prodotti utilizzati in cucina è riportata la provenienza e l’azienda.
Ecco qualcuna delle proposte dalla carta: antipasto con le vere olive ascolane ed i cremini fritti , i ravioli cacio e pepe, il Vialone nano, zucchine, caciofiore di Columella e mandorle; le fettuccelle di farro, con cipolle agrodolci, aringa e uva; lo stracotto al marsala stravecchio; la tagliata di faraona; la spalla di cinto toscano con le mele e la birra.
Molto gustosa, tra gli antipasti (ma in dose da piatto unico, attenzione!) la zuppetta di ceci e cavolo nero. Di grande sostanza, confortevole e saporita. Meno incisiva l’insalata di finocchi, pomodori secchi e filetto di trota; forse con troppi finocchi e il pesce piuttosto slegato dal resto.
Io mi sono lasciata tentare dal “Desiderio di Dante” ossia un’amatriciana con il superspaghettone di Verrigni, il guanciale di maiale nero bio della Valle Santa, il fiore sardo dop, i pomodori pugliesi biologici. Verace, ricca ma non grassa. Con un sugo superlativo. Delicato e riuscito l’altro primo piatto, i ravioli di patate conditi con una salsa bianca di fiore sardo. Come secondo piatto, il cavallo di battaglia diReDesiderio: la polpetta di bollito con la crosta di mandorla. Molto tenera la carne, perfetta l’impanatura, anche se avrei preferito una versione forse più golosa e godibile in piccole polpettine piuttosto che «in un’unica soluzione».
A tavola diversi pani, come detto, fatti in proprio e un ottimo olio della Tuscia. Piccola carta di vini naturali e birre artigianali.
Per chiudere si può scegliere una mousse di cioccolato fondente biologico 70% con olio extra-vergine bio e fior di sale di Camargue; la frolla al cacao con marmellata di arance fatta in casa, il semifreddo alla grappa e mandorle meringate oppure al caffè con semi di anice verde.
Al mio tavolo non c’era spazio o voglia per il dolce e così abbiamo chiuso con un ottimo prosciutto artigianale dei Monti Sibillini.
Nulla che non si possa fare o avere anche a casa? Può darsi. Il bello però è proprio questo. Andrea è cuciniere per passione, non chef di professione. Le sue sono ricette molto semplici, realizzate con prodotti di grande qualità. Senza nessuna pretesa di stupire o di esternare virtuosismi. Ma con mano (e mente) sicura di chi ha individuato il miglior modo possibile di nutrirsi e condividere i propri piatti. Il tutto con un tratto di umiltà che non guasta. Detto in altri termini non vi sentirete prigionieri di un tempio talebano, ma condividerete in un ambiente curato e sereno quanto di meglio le nostre regioni possono offrire.
Conto sui 35 euro.
Largo Cardinal Gasparri, 18
Via XI Febbraio, 7 – Sacrofano (Roma)
Telefoni: 335.5441178 - 06.9086326 – fax 06.90185195
Aperto: dal mercoledì al sabato la sera; il sabato e la domenica a pranzo.
Chiuso: domenica sera, lunedi e martedi.
www.redesiderio.net
redesiderio@hotmail.it
Da Tripadvisor.it
Ci siamo stati ieri sera.
Che incanto di posto, cucina sublime ed un’umanità stupenda!
L’attenzione per le materie prime conta su tutto,l’amore di Andrea per quel che cucina traspare in ogni suo piatto.
In sala Renata mette gli ospiti a proprio agio con estrema eleganza e semplicità.
Nulla è lasciato al caso e quando dico nulla non esagero.
Grazie Andrea, grazie Renata e per ultimo ma non all’ultimo grazie a te Sonia.
A pochi minuti da Roma, certamente più facile da raggiungere del centrocittà, Redesiderio è il ristorante perfetto. Locale meraviglioso, curato nei minimi dettagli, atmosfera unica, tavoli grandi e distanti in una vecchia cantina con pietra a vista. I proprietari sono simpatici e gentili e la cucina è semplicemente divina! Piatti particolari, creativi e con ingredienti biologici e di alta qualità, carta dei vini scelta con cura. Che dire di più... ha anche il parcheggio! Ristorante ultraconsigliato!
Al centro del borgo medievale di Sacrofano, il ristorante “Re Desiderio” può rappresentare per i romani, e non solo, una piacevolissima occasione per una gita fuori porta al Parco Regionale di Vejo. Non si tratta del solito ristorante con cucina tipica romanesca; qui bisogna saper apprezzare i locali ben arredati, le stoviglie artigianali, il libro degli ospiti, i menù creati con carta pregiata ed assemblati con sapiente maestria artigiana dalle capaci mani di Mariano, la conviviale accoglienza di Renata che, con grazia, ti aiuta nella scelta delle pietanze preparate, in maniera superba, da suo marito lo chef Andrea. Lo definirei un luogo di ricerca enogastronomica con l’utilizzo di prodotti di agricoltura biologica. Da ritornarci assolutamente.
Da cercaristoranti.com
Autore: lukkia
Re Desiderio è un ristorante molto bello, dove poter gustare ottimi piatti e buon vino, con un eccellente rapporto qualità/prezzo. I prodotti utilizzati sono tutti di alta qualità e devo dire che questo contribuisce notevolmente a differenziare il locale da quei ristoranti in cui le varie pietanze hanno tutte lo stesso sapore, ma una nota di merito va sicuramente alla fantasia e alla professionalità dello chef e all'ospitalità del personale.
Testato sia a pranzo che a cena la varietà dei piatti e davvero sorprendente occhio e palato trovano il giusto equilibrio. La professionalità e la giusta discrezione sono un vanto rispettoaad altri locali. La scelta di utilizzare alimenti biologici risulta molto apprezzabile in un momento particolarmente delicato per la ristorazione con particolare attenzione agli alimenti della stagione, pulizia massima in cucina e nel locale bagni compresi.
Se siete alla ricerca di qualcosa di diverso questo locale fa per voi la scelta dei vini è ampiamente illustrata come anche i dopo pasto, belli persino i book menù.
Ambiente distensivocon possibilità di poter mangiare senza il fastidioso brusio tipico di alcuni locali ottimo anche come hour drink.
Ottimo rapporto qualità - servizio - prezzo.
Ambiente suggestivo, ideale per chi cerca intimità e stile. Ottima l'offerta dei vini, nonchè quella delle carni che vanno ad accompagnare. Prezzi onesti, contenuti complessivamente se si considerano qualità del servizio e struttura.
Da Abbuffone, Gourmet per Passione
Incastonato nella suggestiva cornice del borgo medievale di Sacrofano, Re Desiderio rappresenta, più ancora che un Ristorante o un’Osteria, un percorso da intraprendere, un’esperienza tutta da vivere, un affascinante cammino fatto di colori, fragranze e sapori che si dipana lungo la calda sala principale, dove si celebra un incantevole connubio di legno e pietra, di moderno e di rustico, per poi inabissarsi nella cantina sotterranea, dove la roccia delle pareti sussurra freschezza, magia, storia….... www.abbuffone.it/?p=4882
Da Aromaweb.it
In un contesto di notevole suggestione (le ex cantine del cinquecentesco Palazzo Gasparri, in pieno borgo medievale di Sacrofano), gusterete una cucina di alta qualità che ricerca costantemente i migliori prodotti del territorio (prevalentemente biologici e Presidi Slow Food) per realizzare piatti arricchiti dalla giusta dose di fantasia. Pani, paste e dolci fatti in casa ed una teoria di proposte davvero interessanti: arancini con pollo ruspante bio, ravioli di parmigiano reggiano su passata di zucca, chitarra di Campofilone, pomodorini pugliesi e parmigiano di montagna, amatriciana spaghettoni Verrigni con guanciale di maiale nero bio, fiore sardo dop di Cugusi e pomodori pugliesi, "Viaggio intorno al collo" (capocollo di nero reatino grigliato e stagionato, involtino pugliese), fegatelli di maiale nero bio della Valle Santa e cipolle rosse agrodolci, selezione di formaggi artigianali e, in dolce chiusura, semifreddo con pistacchi, miele d'acacia e spezie, frolla con confettura di mirtilli e riduzione di passito o mousse di cioccolato fondente con olio extravergine e fior di sale. Carta dei vini e delle birre artigianali più che soddisfacente, ambiente rilassante e caldo (con pareti in pietra e musica di sottofondo), che ospita performance di musica jazz (il giovedì e il venerdì sera). Anche punto vendita di prodotti biologici. Chiuso: lunedì, aperto solo la sera eccetto sabato e domenica. Carte di credito: tuttewww.redesiderio.net
Da Recensioni turistico-gastronomiche
Il locale è suggerito dal Gambero Rosso. Un locale dal grande fascino nelle ex cantine del cinquecentesco Palazzo Gasparri, nel cuore del borgo medievale........
http://www.facebook.com/topic. php?topic=7504&post=58141&uid= 74727524876#post58141
Da La Repubblica, Ristoranti di Roma 2011-2012
Narra la leggenda che fu Re Desiderio, di ritorno dalle crociate, a vincere il Palio della Stella di Sacrofano, per conquistare il trono del precedente re pagano e il cuore di sua figlia. Se il fondamento storico manca, certo la suggestione fiabesca no, ragion per cui Andrea Trenta e la moglie Renata hanno deciso di dedicare proprio al fantomatico re il loro locale, che si candida ad esaudire il desiderio nascosto di ogni palato.
Con prodotti soprattutto biologici e verdure coltivate in gran parte partendo da semi storici. Non stupitevi, dunque, se le carote qui sono viola e bianche ("l'innesto arancione comparve solo in seguito, come omaggio degli olandesi ai loro reali" racconta Renata) o se i pomodorini utilizzati per guarnire i ravioli con robiola di capra non sono rossi ma gialli. Tutti i produttori, qui, sono di fiducia, a cominciare da Nicolina, un'anziana signora che coltiva le lenticchie servite con polvere di zafarani (peperoni secchi di Senise, in provincia di Potenza). Da accompagnare alla spalla di cinta senese cucinata con birra e mele. Altrettanto particolari i dessert, dalla mousse al cioccolato fondente preparata con olio extravergine d'oliva e un pizzico di fior di sale alla frolla al cacao con composta di mirtilli e gocce di riduzione di vin brulé.
Piatto da non perdere Spalla di cinta senese con birra e mele.
Da Il Pasto nudo, blog di cucina consapevole dove izn affronta tutti i temi legati alla cucina, bioterapia nutrizionale, educazione alimentare e rispetto per l'ambiente:
"Che dire di Andrea. È una forza della natura. Basti dire che non essendo contento della sua impastatrice ha deciso di fare tutto il pane a mano, in attesa di trovarne una che lo soddisfi :-P"
Quando ho conosciuto lui e Renata mi sono subito innamorata :-) Di quelle persone con le quali ti trovi subito bene, come se le conoscessi già da tempo.
Che al loro ristorante usano solo prodotti super controllati da loro (quasi tutto bio, e quando si è su quella strada è difficile non diventare maniaci) già ve l’ho detto, che il posto che hanno scelto è stu-pen-do (la cantina di un palazzo seicentesco) ve l’ho già detto; vi posso raccontare una cosa che mi fa incavolare!
Dovete sapere che quando Andrea mi ha fatto assaggiare il pane fatto da lui (ottimo) naturalmente ho voluto subito conoscere la sua pasta madre, e naturalmente quando ho visto che aveva quella solida non ho potuto esimermi dal rompergli le scatole con la meravigliosa pasta madre liquida, fino a quando non gliene ho portato un vasetto e lui, sfinito, si è convinto a provarla.
La sera dopo su Facebook ha postato le foto del pane più fantastico che avessi mai visto. Un’invidia!!! Quando l’ho assaggiato gli ho detto “Andrea tu mi dài fastidio”. Era dieci volte meglio del mio!!! Ma uffa! ...............il resto su www.ilpastonudo.it
Guarda indice delle rubriche e poi: chef consapevoli e mangiare fuori
Parliamo di questo piatto meraviglioso (che come al solito sono stata *costretta* con mio grande disappunto a mangiare – che facevo, dopo averlo fotografato mica si poteva gettare, eh eh) Andrea mi ha raccontato di essere partito da un’antica tecnica di cottura mantovana, il “riso alla pilota”. ...............il resto su www.ilpastonudo.it

Da Il gambero rosso:
Un locale di grande fascino nelle ex cantine del cinquecentesco Palazzo Gasparri, nel cuore del borgo medievale. Osteria, recita l'insegna, ma osteria del terzo millennio elegante e raffinata, con tanto di soppalco dove seduti su comodi divani ci si accomoda per un aperitivo di qualità.
Osteria moderna attenta ai prodotti che vengono selezionati fior da fiore (bonus) tra piccole aziende biologiche e presidi Slow Food (il tutto si può anche acquistare).
Artefici del luogo Andrea Trenta, laurea in economia ma una passione vera per la cucina, e sua moglie, Renata Ferrandes, laurea in lettere, che cura la sala.
Primi tradizionali, alleggeriti nei condimenti (amatriciana, cacio e pepe) e paste ripiene. Per i secondi, sceltissima carne alla griglia, ma anche qualche proposta creativa. Davvero ampia la selezione dei formaggi e degli affettati.
Per chiudere fantasiosi semifreddi, piccole frolle (per esempio al pepe lungo del Bengala e arancia ripieno di mele, pinoli e crema) o un 'impeccabile mousse di cioccolato all'olio extravergine e fior di sale.
Carta dei vini che punta soprattutto sul centro Italia.
Pane fatto in casa con farine bio, carta degli oli e birre artigianali (bonus).
Il giovedì e il venerdì jam session di musica jazz e blues.
Punteggio 74 (44 cucina, 13 cantina, 15 servizio 2 bonus)

Da Roma nel piatto:
La storia di Re desiderio è pressappoco questa:due coniugi (marito in cucina e moglie in sala) fuggiti dalla frenesia della città, si sono rifugiati nelle cantine di un antico palazzo del centro di Sacrofano dove propongono la loro ricetta di ospitalità. Gli ingredienti? Un ambiente suggestivo arredato con audacia e gusto, materie prime ricercate con passione e competenza provenienti quasi totalmente da produzioni biologiche, una cucina semplice legata alle stagioni. In alcune sere della settimana è possibile ascoltare musica dal vivo. Il servizio è garbato e mai invadente, preparato e professionale nel fornire informazioni; anche l'offerta enologica è orientata su prodotti biologici e biodinamici con bottiglie da tutta la Penisola proposte con ricarichi corretti e un vino "alla spina" (anch'esso bio) di qualità;in alternativa alcune etichette di birra artigianale. Concludiamo segnalando la disponibilità di uno spazio dedicato ai bambini e la presenza di un ampio parcheggio (comodissimo, vista la dimensione delle stradine locali!). In cucina: dopo l'arrivo in tavola dell'ottimo cestino di pane fatto in casa abbiamo iniziato il nostro viaggio "verso Ascoli Piceno", ovvero, crema fritta e olive ascolane ben realizzate e non unte. Buon equilibrio di sapori per la pasta alla chitarra di Campofilone con pomodorino prunil (dolcissimo) e parmigiano reggiano di montagna; più rustici e saporiti, invece, i tortelli di chianina caratterizzati da una sfoglia spessa e dal ripieno consistente. Apprezzati, sia per la cottura che per la qualità della carne, entrambi i secondi piatti provati: fegatelli di maiale nero reatino con cipolla rossa; una tenera braciola e una succulenta salsiccia di cinta senese. Delle croccanti ciambelline all'anice e al vino hanno anticipato la conclusione della cena affidata a un fragrante tortino di frolla al cacao Van Houten ripieno di pesche e una golosa mousse al cioccolato fondente 70% con olio e fior di sale. Caffè: buon aroma ed estrazione corretta. Voto: 7- ; rapporto qualità prezzo: medio; vino: minimo 6 massimo 63 €.
Ecco la mia recente piacevolissima scoperta.
Nel centro di Sacrofano, a mezz'ora da Roma. Locale polifunzionale.
E' un ottimo ristorante che usa (e vende a parte!) materie prime selezionatissime spesso bio.
Si mangia sotto una volta di pietra. Il servizio in tavola è discreto, cordiale e mai saccente.
Ottimi i salumi, i formaggi, i primi fatti sempre con formati di pasta non banali (ai secondi non siamo arrivati ma mi aspetto il meglio visto il largo uso di Cinta Senese e polli ruspanti).
Un plauso per:
- il pane portato in tavola con due tipi di olio e 3 tipi di sale,
- la cucina digeribilissima,
- i rosoli casalinghi offerti a fine pasto,
- i vini dal ricarico modesto.
Insomma, secondo me un posto da premiare con una visita.





























